Lenti correttive

Lenti correttive

Lenti correttive

Lenti correttive

"Lenti correttive" è un racconto visivo in cui vale la regola dell’auto-narrazione. L’età degli ospiti della Comunità ha imposto che venisse rispettato un certo grado di privacy e che i ragazzi non risultassero riconoscibili. Quello che in apparenza poteva risultare un limite è diventato, in realtà, la cifra stilistica del nostro lavoro. I volti non appaiano mai nella loro interezza: se c’è un focus sullo sguardo, non vengono mai mostrati entrambi gli occhi; se nell’inquadratura compare tutto il volto, la penombra è complice nel nasconderne una parte.

“Lenti correttive” è una narrazione “da dentro” in cui i soggetti sono delineati per brevi tratti suggerendo al lettore/osservatore una possibile traccia che si va a completare liberamente nella sua immaginazione. Queste figure sfumate che si raccontano con spavalda incertezza, accennano solo qualcosa di loro e del loro vissuto, lasciando molto spazio a tutto ciò che non si vede, a tutto ciò che nelle loro vite si deve ancora comporre.
E ci piace così.

Ci piace non associare in maniera smaccata e definitiva i loro volti alla struttura in cui sono ospitati. Ci piace che i loro visi vengano delineati solo in maniera sommaria e veloce, come veloce e non definitivo è il loro stato all’interno della Comunità Ministeriale del Centro di Giustizia Minorile. La parte che non si vede è, in fondo, lo spazio del silenzio dove la parola non ancora detta attende e risuona.
Testo: ©Elisa Manelli