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HEMINGWAY MARTINI-PROJECT BY CICLOSTILE ARCHITETTURA + EDOARDO MORELLI INTERIOR DESIGN

 

Ecco questo è uno dei miei momenti preferiti, vedo le sue mani veloci e sicure alzare la bottiglia ed il rito ha inizio, quando sento il ghiaccio cadere nel bicchiere poi qualcosa di ancestrale mi riporta alla mia infanzia.
Ricordo che la nostra giornata era scandita da riti precisi che hanno formato in me una sicurezza dolce che mi accompagna ancora nei momenti più difficili. Ricordo come istantanee le mani di mio padre e quelle di mia madre; un po’ tozze e paffute con dita corte quelle di mio padre, affusolate ed eleganti con dita lunghissime quelle di mia madre, diverse esteriormente ma molto simili nel modo in cui sapevano rassicurarmi.
Mi hanno sempre affascinato soprattutto i momenti che passavamo assieme in casa, la sera in salotto a leggere libri con mia madre, io seguivo incantata le sue dita mentre giravano le pagine e sentivo la sua voce cullarmi. Senza accorgermi come mi ritrovavo a seguire mio padre mentre si preparava meticolosamente il suo drink preferito, suo unico vizio dopo una giornata di lavoro. Io ovviamente non avevo idea di cosa stesse facendo ma erano quei movimenti e quei suoni a rapirmi, movimenti veloci, precisi, ritmati, il rumore strisciato del ghiaccio nel bicchiere che ruota, il movimento lento dello shaker, il tonfo del ghiaccio nel lavandino ed infine lo scroscio che riempiva quello strano bicchiere.
“Excuse me madame… may I serve you something?”
Trasalisco, ancora una volta persa nei miei pensieri seguendo le mani del barista, devo smetterla o la gente inizierà a pensare che sono matta!
“Hemingway Martini, please”. Testo: ©2018 Ciclostile Architettura.